ri.sale (natrum muriaticum)

Il sale che se non è abbastanza porta rancore e ora la mamma si farà la sua bella cura di sale omeopatico, dopo i deliri passati nei giorni scorsi per portarla da squali  camici bianchi allopatici (quando  si paga visita pure per osservare dei referti di analisi comunque inutili, comunque care, ok la sanità pubbica svenduta). La cura del sale che speriamo plachi l’ansia di vivere, ricordo anche lei metteva poco sale nei piatti (e il padre inveiva) certo c’è chi fatica per il sale a temperature troppo calde e con bianco accecante: una salina  dell’India del sud, me le ricordo ancora quelle persone scure su montagne di sale bianco e i pesi sulla testa per portare il sale e la loro vita forse con rito abbreviato per il troppo sale da sopportare…forse anche da noi era così decine e decine di anni fà.

 

Questo sotto, stagionato di due anni fà lo ri.trovo,  lo ri.pubblico

Il sale da bagno

1 chilo di sale marino integrale grosso ❥

5 gocce ciascuno dei  seguenti oli essenziali: arancio, geranio, lavanda, patchouli.

 ( 20 gocce in totale).

Mescolare il sale con gli oli essenziali e conservare in un barattolo

con coperchio ermetico. Si conserva per più di un anno.

Versate nella vasca 4-5 cucchiai di sali da bagno e fate scorrere l’acqua mescolando con la mano per far sciogliere il sale, quindi immergetevi.

Il sale è un ottimo emolliente, levigante e dermopurificante. Anche il sale, come l’argilla, favorisce l’espulsione delle tossine e aiuta a “sgonfiare” le gambe affaticate.

 Dice un certo Hillman:

“Il sale, dunque, è ciò che fa sì che gli eventi siano vissuti con i sensi e con il sentimento dando a ciascuno di noi il senso del personale: le mie lacrime il mio sudore e sangue, il mio gusto, il mio valore (…)

Dalla prospettiva del sale alchemico il vissuto soggettivo assume un significato radicalmente diverso da prima. Possiamo immaginare le nostre più profonde ferite non più soltanto come lacerazioni da rimarginare, ma come cave di sale dalle quali  estrarre un’essenza preziosa e senza la quale l’anima non può vivere. Il fatto che si ritorni di nuovo a queste profonde ferite, pieni di rimorso e di rimpianto, di pentimento e desiderio di vendetta, è indicativo di un bisogno psichico che trascende una mera coazione a ripetere. Vuol dire  che l’anima possiede un impulso a ricordare: è come un animale selvatico che torna a leccare gli stessi terreni salati: l’anima  si lecca le ferite per trarre da lì sostentamento. Noi produciamo sale quando soffriamo e elaborando le nostre sofferenze aggiungiamo sale, guarendo così l’anima della sua malattia da carenza di sale…

Sale, un pizzico di sale bisogna sentire il pizzicore dell’evento che brucia”.

 

Beh di questa vulnerabilità dovrebbe  ricordarci il sale.

Irrita eccerto se irrita, ti verrebbe fuori tipo  masochista furia omicida.

 

E i cibi sciapi? (ah se dimentico di mettere il sale).

A volte ci si toglie  la vita per questo: proprio vite  da zombie per alcuni (o purtroppo per molti).

Non so,   oggi ho  pensato di scrivere  sul sale,  forse perché da un po’ il mondo è sottosopra, troppi squarci e i punti da mettere non bastano, le parole non ricuciono per queste parole apparse sparse e disperse.

 

Ogni tanto di nascosto mia madre metteva del sale nelle mie tasche, diceva come protezione, poi,  ho cominciato a capire quanto sale  lei mi abbia dato.

 

In un tempo, ferite,  poi toccata del sale in un asiatico luogo lontano… 

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